Il sussurro del mondo
Francamente il libro non m'è affatto piaciuto enon so proprio come abia fatto a vincere tanti premi. Mi pare pure scritto (o forse tradotto?) male. La prosa non scorre, è logorroico, e spesso non si caisce dove vuole andare a parare in questo calderone di storie in cui ci deve far stare tutto.
Più di 700 pagine di cui almeno 650 ce le poteva risparmiare. Quelle poche che si salbvano, però, sono illuminanti!
Da “Il sussurro del mondo” di Richard Powers, Ed. La Nave di
Teseo, p. 623
“Diciamo che il pianeta è nato a
mezzanotte e che dura un giorno.
All’inizio non c’è nulla. Due ore
vengono sprecate con lava e meteore. La vita non fa capolino fino alle tre o
alle quattro del mattino. E anche allora è una mera riproduzione di frammenti
isolati. Dall’alba della tarda mattinata – diversi miliardi di anni di
ramificazione- non esiste nient’altro che cellule scarne e semplici. Poi c’è
tutto. Succede qualcosa di strepitoso, non molto dopo mezzogiorno. Un tipo di
cellula semplice assume il controllo di altre due. I nuclei acquistano le
membrane. Le cellule evolvono in organismi. Ciò che un tempo era un
accampamento solitario diventa una città.
Il giorno è trascorso per due
terzi quando gli animali e le piante imboccano strade separate. E le forme di
vita sono ancora unicellulari. Scende il crepuscolo prima che attecchiscano
forme di vita più complesse. Ogni grande creatura vivente fa capolino in
ritardo, a notte fatta. Alle nove di sera fanno la comparsa le meduse e i
vermi. Più tardi quella stessa ora, ecco arrivare l’esplosione – colonne
vertebrali, cartilagine, un prorompere di forme del corpo.
Da un attimo all’altro
innumerevoli nuovi fusti e ramoscelli nella chioma in aumento spuntano e
crescono.
Le piante arrivano sulla terra
appena prima delle dieci. E poi gli insetti, che volano via all’istante.
Qualche minuto dopo, i tetrapodi emergono dal letame di marea, portando con sé
sulla pelle e nelle loro viscere interi mondi di creature più antiche. Entro le
undici, i dinosauri hanno sparato la loro ultima cartuccia, affidando ai
mammiferi e agli uccelli il comando per un’ora.
Da qualche parte in quegli ultimi
sessanta minuti, lassù nella canopia filogenetica, la vita cresce consapevole.
Le creature cominciano a riflettere. Gli animali cominciano a insegnare ai loro
piccoli il passato e il futuro. Gli animali imparano ad avere rituali.
Dal punto di vista anatomico,
l’uomo moderno si fa vivo quattro secondi prima di mezzanotte. Le prime pitture
rupestri compaiono tre secondi dopo. E in un millesimo di uno scatto della
seconda lancetta, la vita risolve il mistero del DNA e comincia a proprio l’albero della vita.
Entro mezzanotte la maggior parte
del globo viene trasformato in file di colture per la cura e il sostentamento
di una specie. Ed è in quel momento che l’albero della vita diventa
qualcos’altro ancora. E’ in quel momento che il tronco gigantesco comincia a
vacillare.”
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