Cominciamo da zero per ritornare a zero - 1 -

"Rifiuti zero": impariamo dalla Natura e (ri)torniamo ad essa. La pratica del riciclo deve diventare prassi quotidiana che indirizza acquisti, modelli di vita e di pensiero.
"Ecosofia", così possiamo chiamare questa forma mentis, perchè dal pensiero e dalla conoscenza, dall'approfodimento, dobbiamo partire per riprendere e ripristinare il primato della vita, della sua qualità, sul profitto.

Cominciamo capendo a che punto siamo, analizzando le azioni e le abitudini più banali e ovvie, che portiamo come un cappuccio che impedisce di vedere, "sentire", osservare....

Partiamo con l'inquinamento mentale: le dipendenze psico-tecnologiche


1.       “Spegniamo il cellulare per un giorno”

Perché: “Secondo i dati di una survey condotta da Digital Awareness UK, oltre un adolescente su 3 dei duemila intervistati, di età compresa fra gli 11 e i 18 anni, ha chiesto alla madre e al padre di limitare l’utilizzo dello smartphone. Analizzando le registrazioni video di 225 famiglie durante un pasto, Jenny Radesky della Michigan University ha mostrato come in presenza dei cellulari le interazioni genitori-figli si riducano drasticamente: una caduta del 20% nelle interazioni verbali, del 39% nella comunicazione non verbale e del 28% nella presenza di incoraggiamenti e lodi da parte delle madri. In un altro studio pubblicato quest’anno, nel quale il 40% delle madri e il 32% dei padri dichiaravano di non poter resistere a controllare continuamente i messaggi arrivati sui social e a rispondere alle chiamate in arrivo…
un uso eccessivo di smartphone e tablet da parte dei genitori si associ a più frequenti difficoltà psicologiche nei bambini. Cure materne e paterne distratte o offerte “a singhiozzo” possono condurre non solo a disturbi del comportamento e della condotta ma anche a difficoltà nella gestione dell’ansia e depressione in età adolescenziale."

(fonte: Il Sole 24Ore, Barbara Forresi il 15 Novembre 2018)

1.       Sospendiamo l'uso video giochi, e la frequentazione di internet, social media per tre giorni. Analizziamo cosa succede..." 

      Perché: «numerose sono le evidenze sulle interazioni con lo sviluppo neurocognitivo, il sonno, la vista, l’udito, le funzioni metaboliche e lo sviluppo emotivo in età evolutiva». Lo hanno messo nero su bianco gli specialisti della Società Italiana di Pediatria in un documento pubblicato sull’«Italian Journal of Pediatrics», in cui si tiene conto delle conclusioni degli studi pubblicati in materia negli ultimi anni. «I bambini tra 0 e 2 anni non dovrebbero mai usare smartphone e tablet» e, discorso valido per i più grandi, «comunque mai durante i pasti e prima di andare a dormire»

(fonte: La Stampa Salute, Pubblicato il 28/06/2018, Fabio Todaro) 

8 bimbi su 10 tra 3 e 5 anni sanno usare il cellulare dei genitori, e mamma e papà sono spesso troppo permissivi dal momento che il 30% dei genitori usa lo smartphone per distrarli o calmarli già durante il primo anno di vita, il 70% al secondo anno.”

     (fonte: La Repubblica Salute, Medicina e Ricerca, Pubblicato il 07 novembre 2018)



“da un'indagine, tra selfie e social i nostri figli passano in media 7 ore al giorno sul web, ma c'è anche chi arriva a 13 ore. I dati sono stati raccolti dall'Osservatorio sulle tendenze e comportamenti degli adolescenti, presieduto da Maura Manca, psicoterapeuta e direttore di AdoleScienza.it, su un campione composto da circa 7.000 adolescenti di tra i 13 ei 18 anni di 11 città campione in tutta Italia, dal Nord al Sud.
…il 95% degli adolescenti ha almeno un profilo sui social network, fino alla gestione parallela di 5-6 profili e di 2-3 App di messaggistica istantanea. … il 50% anche un tablet, spesso collegati alla smart-tv…
…il 71,5% lo utilizza anche durante l'orario scolastico. Questi adolescenti tengono a portata di mano il telefono quasi tutto il giorno e il 12%, oltre un ragazzo su 10, si sveglia durante la notte per leggere le notifiche e i messaggi.
Il 64% ha paura che si scarichi il cellulare o che non prenda fuori casa e questa condizione nel 32% genera ansia, rabbia e fastidio.
….
L'aspetto che caratterizza gli adolescenti di oggi sono i selfie: mediamente i ragazzi ne scattano in tra i 3 e gli 8 al giorno, con punte massime di 100. Il 31% degli adolescenti si fa i selfie per ricordo, l'11% per noia e l'8,5% per ridere. Il 15,5% condivide tutti i selfie sui social network e su WhatsApp, soprattutto le femmine. Circa un adolescente su 10, inoltre, fa selfie pericolosi in cui mette potenzialmente a repentaglio la propria vita, soprattutto i maschi.
Il 18% ha partecipato a una moda a catena sui social e il 50% è stato nominato, ossia chiamato in causa in una di queste catene. Per lo più si tratta di sfide "alcoliche, tra cui bere ingenti quantità di alcol in pochissimo tempo e nei luoghi o posizioni più improbabili". Con selfie mentre si vomita o in condizioni vicine all'intossicazione alcolica. A queste si aggiungono le mode in cui il corpo e la magrezza hanno un ruolo centrale (Thigh Gap, Bikini Bridge, Sfida della clavicola, Belly Slot (fessura nella pancia) e Belly Button, far girare braccio dietro la schiena fino a toccarsi l'ombelico). Ormai il numero di follower, di 'mi piace' e di commenti positivi condiziona l'autostima e l'emotività di molti ragazzi: secondo il 55% è importante il numero di like che si ottengono sui social e il 17,5% li conta, guarda chi li mette, quando e si fa condizionare.
Il 94% utilizza Internet per parlare con gli amici, il 58% per noia, il 56% per studiare, il 69% per guardare film in streaming e ascoltare musica, il 44% per giocare online, il 24% per guardare i siti porno e il 6,4% per il sexting. Fra le insidie "il cyberbullismo di cui è vittima il 6,3% degli adolescenti (il 18,6% dichiara di subire episodi di bullismo tradizionale), il sesso online attraverso WhatsApp e il grooming". Il 29% degli adolescenti ha paura di essere contattato da qualcuno con l'intenzione di adescarlo. Un aspetto di cui si parla poco, ma che è in netta espansione, è legato alla diffusione del gioco d'azzardo online e delle scommesse online soprattutto tra i più piccoli. Parliamo di quel 12,5% degli adolescenti che gioca d'azzardo online.
Sta poi "prendendo piede tra gli adolescenti la vendetta pornografica, ossia il pubblicare questo tipo di contenuti dopo essere stati lasciati o traditi, appunto per vendicarsi". I numeri sono ancora bassi: l'1,1% dichiara di aver subito questo tipo di comportamenti, ma è un fenomeno "in netta espansione", tant'è che il 4% dichiara di essere stato minacciato della pubblicazione di una propria foto intima.
Tantissimi adolescenti, soprattutto femmine, vengono ricattati della pubblicazione di foto che li ritraggono in posizioni e atteggiamenti sexy, in cambio di favori sessuali. "Alcune ragazze ricattano i maschi in cambio di beni materiali, in genere soldi o ricariche e accessori per il telefonino".
E ancora: "Il 10% degli adolescenti (un ragazzo su 10) ha fatto selfie intimi o senza i vestiti e il 3% pubblica queste foto intime sui social network per mettersi in mostra. Il 2% dichiara di aver fatto sesso davanti ad una webcam". E i genitori? Il 94% non controlla il cellulare dei figli o i movimenti che fanno nella Rete.
 

     (fonte: ADN Kronos Salute 11/02/2016 15:04)


L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la dipendenza da videogiochi una vera e propria patologia. In generale passare troppo tempo di fronte a uno schermo - per chattare o giocare- ne sottrae alle relazioni dirette, anestetizza e affievolisce la capacità creativa, appiattisce quella emotiva, omologa il modello di pensiero.

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